Dopo il recente incontro tenutosi nella libreria Ubik di Cosenza, si è svolta una nuova presentazione del triplo numero della rivista “Il Sileno Onlus” a Lamezia Terme, nella libreria Gioacchino Tavella. Numerosi giovani presenti, che hanno acclamato i promotori della rivista, i quali hanno ritenuto opportuno organizzare quest’incontro nel cuore della Facoltà di Lettere e Filosofia cosentina, che conta un elevato numero di giovani iscritti, residenti a Lamezia.
Ha aperto i lavori il direttore editoriale della rivista, Francesco De Pascale, che ha spiegato le motivazioni dell’incontro, “essendo Lamezia un’interessante cittadina della nostra Calabria, formata da tanti giovani assai interessati alla cultura e molti facenti parte della redazione della rivista, si è ritenuto opportuno dare un segnale di affettuosa partecipazione a tale realtà, organizzando in essa una presentazione che deve essere di ottimo auspicio per raggiungere una futura estensione a tutte le provincie calabresi”. E’ intervenuta poi la direttrice del dipartimento di Storia dell’Unical, Giovanna De Sensi Sestito, già assessore alla cultura del Comune di Lamezia Terme, che ha sottolineato “la bontà dell’iniziativa non solo per i contenuti, ma anche per il fatto che alcuni giovani universitari si siano cimentati nella costruzione di un luogo di dibattito. I Sileni, nella tradizione mitica antica, erano depositari di conoscenza e il titolo è assolutamente adatto, quindi, al contesto universitario. La molteplicità della rubriche – ha affermato la docente di Storia greca - serve per mettere insieme le esperienze di conoscenza di più giovani, ognuno dei quali approfondisce un settore, per fare sì che la rivista diventi un luogo in cui i diversi saperi che circolano nell’università, trovano un momento di coagulo e di confronto”. Il fondatore del periodico, Battista Liserre, ha anticipato la presenza, in futuro, di due nuove rubriche che verranno curate dagli studenti della facoltà di Giurisprudenza e di Medicina di Roma Tre e Tor Vergata, sottolineando il carattere poliedrico della rivista. Il giovane Paolo Francesco Centonze, delegato dell’associazione della sezione di Lamezia, ha espresso la sua soddisfazione per la presenza del Sileno nel territorio lametino, “uscendo finalmente dalle mura universitarie e arrivando in altri paesi di Calabria con un punto a favore a Lamezia, perché interviene un gruppo ben nutrito di giovani simpatizzanti della rivista, in una città che ha sempre investito molto nella cultura. Nella rubrica Cultura e religione, che curo con altri colleghi - ha continuato Centonze - diamo spazio a tutti i credi, creando un confronto dialettico tra le varie religioni, seguendo l’esempio del grande Giovanni Paolo II”. Ha concluso i lavori Giulia De Sensi, responsabile della sezione “Eureka book” del periodico, la quale ha evidenziato “l’idea di recensire libri che nasce dalla passione incondizionata per la letteratura, condivisa e coltivata insieme alla collega Angela Bubba, per mettere in risalto le scoperte, le intuizioni o visioni di lettori, a partire da una concezione originale di critica, intesa non solo come atto diegetico ed elogiativo, ma anche creativo ed ermeneutico”.
Si è svolta venerdì 28 maggio nella libreria Ubik di Cosenza, la presentazione del triplo numero della rivista “Il Sileno Onlus”, edita dai giovani universitari dell’Associazione omonima, la più attiva dell’ateneo nell’ambito culturale. Ha salutato con stima i promotori della rivista, il preside della facoltà di Lettere e Filosofia, Raffaele Perrelli, che ha sottolineato che “non è facile dare vita ad una rivista universitaria, mantenendo un’identità che prescinda dagli schieramenti interni della politica universitaria. Il Sileno – ha detto Perrelli -, cogliendo gli spunti di docenti dell’Unical e di altri atenei è riuscito in quest’opera abbastanza difficile, che aiuta a garantire maggiormente nel tempo la durata e a far crescere la qualità del periodico”. E’ intervenuto poi Francesco De Pascale, direttore editoriale, il quale ha illustrato i contenuti della rivista, che “sorta all’inizio con l’intento di rinnovare, di dare una scossa e fornire più consapevolezza critica ai giovani dell’Unical, sta riscuotendo molti consensi e cospicua accoglienza anche in altri atenei italiani, perfino in università americane, grazie agli studiosi calabresi emigrati all’estero”. Il prof. Nuccio Ordine, partendo dal titolo, “Il Sileno”, che viene fuori da una definizione che, nel “Simposio” di Platone, viene data di Socrate, ha affermato che “oggi la presenza di un gruppo di giovani che cercano di fare una battaglia per smascherare l’ignoranza, che come diceva Campanella, è causa di tanti disastri, è un fatto assolutamente positivo”. Vincenzo D’Atri, membro del Collegio dei revisori dei conti dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, ha messo in evidenza “il grande coraggio dei giovani del Sileno, ideatori di una rivista che non ha nulla da invidiare a quelle più note e affermate, in un periodo di evidente crisi e di scetticismo nei confronti dell’editoria locale”. Il decano della facoltà di Lettere e Filosofia, John Trumper, compiaciuto della meritoria iniziativa che rimette al centro del dibattito la questione della lingua ha ribadito che “l’italianità, dalla lite tra Ascoli e Manzoni, è stata una polarità debole nella vita italiana e un bene per le minoranze; tutto ciò è oggi alimentato dal campanilismo leghista. In Francia, invece, non hanno avuto il problema di creare della francofonia una polarità forte”. Il geografo Piero Gagliardo, parlando della questione meridionale ha sottolineato “l’importanza di essere dentro questa realtà, di immaginare un futuro di questa terra in cui le nuove generazioni e quelle precedenti possano vivere e lavorare. La qualità della vita – ha ribadito Gagliardo - dipende dall’accorgersi del luogo in cui siamo, di un’iniziativa come questa che ha un valore straordinario e sta nel fatto che delle persone hanno pensato a noi e hanno fatto germogliare un’ipotesi di vita nuova”. Il fondatore della rivista, Battista Liserre, ha evidenziato che “è assurdo che al primo posto degli interessi giovanili ci siano discoteche e programmi televisivi futili che non ti insegnano nulla; invece basta che si inizi a leggere una poesia o un classico per fare sì che alla fine della lettura ti rimanga qualcosa di nuovo. Noi del Sileno – sostiene Liserre, abbiamo sempre messo la cultura al primo posto”. Lo studioso Francesco Lo Giudice si è soffermato sul potere razionale illegale, sulla sindrome di Stoccolma collettiva nel Mezzogiorno, mettendo in evidenza le particolari vicissitudini storiche che questa parte del Paese ha vissuto dall’unità nazionale in poi. Infine, Giulia De Sensi, responsabile della sezione “Eureka book” de “Il Sileno” ha recitato un brano tratto dal romanzo di Virginia Woolf, “Al faro”, tra gli applausi del pubblico. Martedì scorso, i “Sileni” hanno nuovamente presentato il periodico nella libreria Tavella di Lamezia Terme, accolti dall’entusiasmo dei giovani lametini, guidati dal delegato dell’associazione, Paolo Francesco Centonze a cui è seguita un’approfondita analisi della rivista da parte della direttrice del dipartimento di Storia dell’Unical, Giovanna De Sensi Sestito, già assessore alla cultura del Comune di Lamezia Terme.
Nei prossimi giorni, si svolgeranno due appuntamenti importanti che chiuderanno la stagione ricca di eventi e di iniziative dell’Associazione Culturale “Il Sileno Onlus”. Venerdì 28 maggio, alle 18,30, nella sala eventi della libreria Ubik di Cosenza, avrà luogo la presentazione del triplo numero della rivista “Il Sileno Onlus” (n. 7, 8, 9). Sono previsti i saluti del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Raffaele Perrelli e di Vincenzo D’Atri, revisore dei conti dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria. Seguiranno gli interventi di John Trumper, decano della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Unical, di Piero Gagliardo e Nuccio Ordine, cattedratici dell’Unical, di Francesco Lo Giudice, dottorando della Facoltà di Scienze politiche, di Giulia Fresca, giornalista e scrittrice e, infine, di Gaetano Santandrea, coordinatore della rivista. Coordineranno e introdurranno i lavori Francesco De Pascale e Battista Liserre, rispettivamente direttore editoriale e fondatore del periodico.
Martedì 1 giugno, la giovane equipe de “il Sileno” si sposterà a Lamezia Terme, nella libreria “Gioacchino Tavella”, dove si terrà una nuova presentazione del giornale, alle 17, con la presenza del sindaco della città di Lamezia Terme, Gianni Speranza, della direttrice del dipartimento di Storia dell’Unical, Giovanna De Sensi Sestito, e dei delegati dell’Associazione di Lamezia Terme Paolo Francesco Centonze e Giulia De Sensi, che accoglieranno gli ospiti dell’Unical.
I temi principali affrontati in questo triplo numero, che prossimamente sarà presentato anche all’Unical, sono "La Questione Meridionale", con le interviste ai docenti Piero Gagliardo e Caterina Romeo, accompagnate dalle intelligenti riflessioni di studiosi, discenti e noti giornalisti, e "La Questione della Lingua”, seguendo i pareri di alcuni colossi come Luca Serianni e John Trumper, nel contesto della sezione “L’italiano, i dialetti e la tradizione arbëreshe”. Uno spazio è riservato anche alle nuove rubriche: “La Rubrica di Horus”, gestita dalla nuova associazione studentesca di “Scienze politiche”, l’Horus Scorpione”, “Pillole di Storia” di Domenico Sorrenti e “Lingue e tradizioni” di Vincenzo Pilieci. Non potevano mancare, infine, alcune pagine dedicate alla riforma dell’Università, elaborate dal direttore editoriale Francesco De Pascale e dal fondatore Battista Liserre.
Si ricorda che la rivista è disponibile presso l’edicola Sara e l'Edison Bookstore all’Unical, nella Libreria Ubik, Via Galliano (su Corso Mazzini), n° 4, Cosenza, c/o Libreria Gioacchino Tavella, Via Crati 15/17, Lamezia Terme (CZ); c/o Cartoleria - edicola di Romano Occhiuzzi, via Pirrino 17 - Cetraro marina (CS); c/o Edicola di Mafalda Fuoco, C.da Macchia – Acquappesa (CS); c/o Edicola di Andrea Vinelli, via Roma, n° 20-22, Rovito (CS); c/o Edicola di Gaetano Campaiola, Viale Regina Margherita, Amantea (CS).
RIAPRE "LA QUESTIONE MERIDIONALE" E "LA QUESTIONE DELLA LINGUA"
N. 7,8,9
136 pagine al prezzo speciale di 1 euro!
Università: La riforma dell'Università a cura di Francesco De Pascale e Battista Liserre;
La rubrica di Horus: Il "no" di Guerino D'Ignazio al ddl Gelmini, colloquio con il Preside della Facoltà di Scienze politiche a cura di Alberto Russo;
Lo Sgabuzzino di Gaetano Santandrea;
Lingue e tradizioni di Vincenzo Pilieci: L'italiano, i dialetti e la tradizione arbëreshë; interviste ai cattedratici Luca Serianni e John Trumper;
Letteratura e critica: Letteratura, musica e arte per una nuova civiltà letteraria – intervista al prof. Renzo Bragantini, a cura di Battista Liserre;
L'italiano nel Postmoderno - intervista a Remo Ceserani, a cura di Maria Gabriella Di Chiara;
Tiziano Scarpa e lo "Stabat Mater", intervista al vincitore del Premio Strega 2009, a cura di Federico Gallo e Biagio Moliterni;
Eureka Book: Virginia Woolf, "Al faro" di Angela Bubba;
Geoantropologia: La Questione meridionale e l'emigrazione: Potere razionale illegale e sindrome di Stoccolma collettiva nel Mezzogiorno d'Italia di Francesco Lo Giudice; interviste agli studiosi Piero Gagliardo e Caterina Romeo;
C'era una volta un relitto a largo di Cetraro di Carmine Calabrese e Deborah Furlano;
E venne la rivolta di Rosarno di Francesco De Pascale;
Pillole di Storia a cura di Domenico Sorrenti;
Filosofia, psicologia e sociologia: Facebook, i social network e la nuova sociologia della comunicazione - intervista a Giovannella Greco;
Schliemann news, Archeologia e Antichità: La missione italiana a Kime d'Eolia;
Gocce di esercitazioni poetico-letterarie: Libertà e Amore a cura di Luca Rota.
Disponibilità dal 19 aprile in poi:
c/o Edicola Sara, Via A. Savinio, Università della Calabria;
c/o Edison Bookstore, Via Pietro Bucci, Università della Calabria;
c/o Libreria Ubik, Via Galliano (su Corso Mazzini), n° 4, Cosenza;
c/o Libreria Gioacchino Tavella, Via Crati 15/17, Lamezia Terme (CZ);
c/o Cartoleria - edicola di Romano Occhiuzzi, via Pirrino 17 - Cetraro marina (CS);
c/o Edicola di Mafalda Fuoco, C.da Macchia – Acquappesa (CS);
c/o Edicola di Andrea Vinelli, via Roma, n° 20-22, Rovito (CS);
c/o Edicola di Gaetano Campaiola, Viale Regina Margherita, Amantea (CS)
Insegnare vuol dire sedurre. Il docente deve trasmetterci la passione
da "Il Corriere della Sera" del 17 marzo 2010
Per essere filosofi ci vuole un maestro
Insegnare vuol dire sedurre. Il docente deve trasmetterci la passione
«C’è più da fare a interpretare le interpretazioni che a interpretare le cose, e ci sono più libri sui libri che su altri argomenti: non facciamo che commentarci a vicenda. Tutto pullula di commenti; di autori, c’è grande penuria»: adesso più che mai le parole di Montaigne, nella splendida e ormai storica traduzione di Fausta Garavini, suonano di grande attualità. Proprio in questi ultimi anni, a causa di una serie di insensate e sciagurate riforme, i classici della filosofia e della letteratura occupano un posto sempre più marginale nelle scuole e nelle università. Gli studenti percorrono le tappe della loro carriera nutrendosi di manuali, commenti, antologie, bignamini di ogni genere. Sentono parlare e leggono notizie di oggetti, i classici, di cui, nei casi migliori, conoscono solo qualche pagina presente nei numerosi «florilegi» che hanno invaso il mercato dell’editoria scolastica e universitaria.
Purtroppo questa tendenza non nasce dal nulla. Al contrario: diventa espressione di una società sempre più stregata dal mercato e dalle sue leggi. La scuola e le università sono state equiparate alle aziende. I presidi e i rettori, spogliati dei loro panni abituali di professori, vestono gli abiti di manager. Spetta a loro far tornare i conti, rendere competitive le imprese di cui sono a capo. Innanzitutto il «profitto»: bisogna rispettare i tempi nei parametri previsti dai nuovi protocolli ministeriali.
Ma allora che fare? Invitare gli studenti a lavorare di più per compiere il loro itinerario nei tempi e nei modi migliori? Oppure ridurre le difficoltà per rendere più agevole il raggiungimento del traguardo? Questi anni di applicazione della riforma hanno ormai rivelato con chiarezza che è stata la scelta della semplificazione, per non dire della banalizzazione, a dettare legge negli atenei. Fatta salva qualche piccola isola, ormai la pedagogia edonistica ha incancrenito i gangli vitali dell’insegnamento. Pensare di inserire la lettura integrale dei «Saggi» di Montaigne o di qualche dialogo di Platone potrebbe essere considerato come una seria minaccia alla prosperità dell’azienda e l’incauto professore potrebbe finire anche sotto «processo».
Eppure, come ricorda George Steiner, sembra impossibile concepire qualsiasi forma di insegnamento senza i classici. L’incontro tra un docente e un discente presuppone sempre un «testo» da cui partire. Senza questo contatto diretto sarà difficile che gli studenti possano amare la filosofia o la letteratura e, nello stesso tempo, sarà molto improbabile che i professori possano esprimere al meglio le loro qualità per stimolare passione e entusiasmo nei loro allievi. Si finirà per spezzare definitivamente quel filo che aveva tenuto assieme la parola scritta e la vita, quel circolo che ha consentito a giovani lettori di imparare dai classici ad ascoltare la voce dell’umanità e, poi col tempo, dalla vita a comprendere meglio i libri di cui ci si è nutriti. Gli assaggi di brani selezionati non bastano. Un’antologia non avrà mai la forza di suscitare reazioni che solo la lettura integrale di un’opera può provocare.
E all’interno del processo di avvicinamento ai classici, anche il professore può svolgere un ruolo importantissimo. Basta leggere le biografie o le autobiografie di grandi studiosi per trovare quasi sempre un riferimento a un docente che durante gli studi liceali o universitari è stato decisivo per orientare gli interessi verso questa o quella disciplina. Ognuno di noi ha potuto sperimentare quanto l’inclinazione per una specifica materia sia stata, molto spesso, determinata dal fascino e dall’abilità dell’insegnante.
Le lezioni tenute da alcuni grandi maestri nei saloni di Palazzo Serra di Cassano a Napoli testimoniano l’importanza dell’insegnamento nella trasmissione del sapere. Migliaia di giovani—nel corso dei decenni in cui Gerardo Marotta ha trasformato la sede storica dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici in una palestra per formare le nuove generazioni —hanno avuto l’opportunità e il privilegio di ascoltare direttamente la parola di studiosi straordinari come Hans George Gadamer, Giovanni Pugliese Carratelli, Paul Ricoeur, Jean Starobinski, Eugenio Garin e tanti altri invitati di fama internazionale. La serie di dvd proposta dal «Corriere della Sera» permette oggi a un pubblico più vasto di rivivere momenti eccezionali di un’esperienza straordinaria. E, soprattutto, consente ai più giovani di incontrare alcuni grandi maestri che purtroppo ci hanno lasciato.
Attraverso molti di questi dvd è possibile capire che l’insegnamento implica sempre una forma di seduzione. Si tratta, infatti, di un’attività che non può essere considerata un «mestiere», ma che nelle sue forme più nobili e più autentiche presuppone una vera e propria vocazione. «Una lezione di cattiva qualità — ammonisce George Steiner—è quasi letteralmente un assassinio e, metaforicamente, un peccato». L’incontro autentico tra un maestro e un allievo non può prescindere dalla passione e dall’amore. «Non si impara a conoscere — ricorda Max Scheler citando le parole da lui attribuite a Goethe — se non ciò che si ama, e quanto più profonda e completa ha da essere la conoscenza, tanto più forte, energico e vivo deve essere l’amore, anzi la passione».
Oggi purtroppo le aziende dell’istruzione, più attente alla quantitas che alla qualitas, chiedono ben altro ai loro docenti. Il processo di burocratizzazione che ha pervaso scuole e università prevede per prima cosa la partecipazione attiva alla cosiddetta vita amministrativa. Lo studio e la ricerca sembrano un lusso da negoziare con le autorità accademiche. Quel fenomeno che aveva tenuto assieme, fino a non molti anni fa, insegnamento e lavoro scientifico nelle università italiane appare sempre più un miracolo improbabile.
Non è impossibile immaginare che le stesse biblioteche — quei «granai pubblici », come ricordava l’Adriano della Yourcenar, in grado di «ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire » — finiranno, a poco a poco, per trasformarsi in polverosi musei. All’interno di questo contesto sarà difficile immaginare un docente che insegni con amore e passione e studenti pronti a lasciarsi infiammare. «La gente —annotava Rilke—(con l’aiuto di convenzioni) ha dissoluto tutto in facilità e dalla facilità nella più facile china; ma è chiaro che noi ci dobbiamo tenere al difficile ». Il sapere, come ricordava Giordano Bruno e come ricordano tanti classici della filosofia e della letteratura, non è un dono ma una faticosa conquista.
"Sognatore di Algoritmi" di Giulia Fresca, presentato dai ragazzi de "Il Sileno" e "Horus Scorpione"
Martedì 22 Dicembre 2009 19:01 | Author: Francesco |
“Sognatore di Algoritmi”, il romanzo di Giulia Fresca è stato presentato giovedì 3 dicembre all’UniCal al Book Café, con la presenza delle associazioni studentesche “Il Sileno ONLUS” e “Horus Scorpione”, attive sul territorio nell’ambito della riflessione culturale.
Se in passato ci servivamo delle lettere d’amore, oggi è l’epoca degli sms, delle chat, delle e-mail, di facebook, e la nostra ingegnere cosentina, prendendo spunto da ciò, ci ha regalato pagine elaborate con passione, versatilità, carica intellettiva e spirituale. Questo romanzo, che come afferma l’editore Pellegrini, è immerso nella ragnatela virtuale “che si muove per le strade più inattese e impensabili”, riprende un tema caro a tutti i più grandi artisti, scrittori e poeti: la memoria del nostro vissuto, proprio in un’epoca in cui i media hanno creato un processo di comunicazione sempre più virtuale, passeggero, non sempre schietto ed ineccepibile. Il contesto temporale risente, inoltre, di un altro tema della letteratura contemporanea: il sogno, il fantastico. Siamo nel 2035: il diario di Anna Frank fu tristemente rintracciato e malinconicamente letto molti anni prima, invece il diario di Jodie, in struttura virtuale, non contiene quelle sensazioni e presentimenti di morte di quell’epoca, ma non mancano parallelismi di sogni, che Antonejo e Jodie stanno dominando da protagonisti, negli anni 2008 e 2009. I due danno il via al rapporto “algo-epistolare”, e le e-mail verranno trovate dalle due sorelle Laurie e Desirée, in un vecchio CD-ROM, catalogate in ordine cronologico. Infatti, ci troviamo a leggere una corrispondenza tra i due individui, dentro alla quale nasce e si evolve un sentimento a tratti amoroso, a tratti no, manifestato anche attraverso le suggestive poesie, dette “soffi dell’anima”. In aggiunta, troviamo nel testo le problematiche attuali più scottanti : la guerra, l’emergenza rifiuti, la criminalità, il razzismo, la violenza sull’infanzia e soprattutto sulle donne, la crisi nel Darfur, la Shoah, la legge Basaglia, tematiche affrontate in articoli realmente pubblicati su “Il Quotidiano della Calabria”. Come ha sottolineato Pio Colonnello, vi è l’invito, da parte dell’autrice al lettore “ad essere due occhi terzi, che vedono un susseguirsi di eventi, e a vivere per 365 pagine a fianco dei sentimenti della protagonista”. Così i due trattano temi che sono di interesse comune, ma tenendo sempre fermo e vitale il problema dell’Amore assoluto in un contesto virtuale. Pertanto, il “Sognatore di Algoritmi” resta un romanzo postmoderno, con il tono sentimentale, disperato, tormentoso, intenso e dolce. È in tale contesto che vengono fuori i caratteri dei due protagonisti.
A nome degli studenti dell’UniCal, di “Lettere” e “Scienze politiche”, ringraziamo Giulia, promessa e orgoglio della nostra terra, per averci dato la possibilità di esprimerci sul suo romanzo in una manifestazione pubblica.
Francesco De Pascale e Alberto Russo
Ultimo aggiornamento (Domenica 10 Gennaio 2010 03:46)